Via guido Reni

Vivendo Roma con gli occhi di un attento osservatore ci si accorge di quante siano le micro-realtà urbanistiche e sociali presenti in quella che molti considerano una delle città più belle del mondo.
Personalmente ho sempre ritenuto estremamente complicato stilare una classifica delle città sulla base di un criterio estetico.
Il paesaggio urbano, ancor più di quello naturale, soffre dell’ influenza delle società che lo hanno abitato, e che lo hanno conformato alle proprie esigenze, rendendolo unico di volta in volta.
A Roma ho potuto percepire su scala ridotta le differenti evoluzioni che una zona urbanizzata può subire a fronte di numerosi fattori: è per questa ragione che sono stato portato inconsciamente a raccontare la mia città, non attraverso una visione di insieme, ma tramite sequenze di immagini che raccontano e descrivono aree più piccole.
Un luogo che ho ritenuto molto affascinante e al quale ho dedicato particolare attenzione è il quartiere flaminio: nella fattispecie, il nuovo polo culturale romano che si sviluppa a ridosso di via Guido Reni. Su questa via, dal 2002, i romani hanno visto sorgere tre grandi centri di attrazione che sono punti di interesse e richiamo per i turisti ma anche per loro stessi. Una grande massa di persone quotidianamente passeggia sul ponte della Musica che, collegando la riva destra del Tevere a quella sinistra, offre un passaggio diretto verso il Museo di Arte Contemporanea (il MaXXI) fino ad arrivare all’Auditorium poche centinaia di metri dopo.
Questo breve itinerario parte dunque dalla struttura più recente tra quelle citate: il Ponte della Musica, che è stato inaugurato nel 2011. La sua forma costituisce un piacere infinito per quanti amano perdersi nelle geometrie della prospettiva. Coloro che amano il mare avranno la sensazione di passeggiare sul ponte di una nave, aiutati dallo scorrere del Tevere nel ricordare le sensazioni date dal lento scivolare di un’imbarcazione sulle onde del mare.
Proseguendo su via Guido Reni, poco dopo, si palesa il complesso del Museo di Arte Contemporanea. Inaugurato nel 2010, esso presenta forme innovative e avvolgenti tanto all’interno del museo quanto nella zona esterna, che ospita frequentemente installazioni di famosi artisti contemporanei. L’opportunità di trascorrere un pomeriggio primaverile nel giardino del MaXXI è imperdibile per chiunque viva a Roma, poiché costituisce una meravigliosa occasione per osservare una struttura architettonica unica nel suo genere, soprattutto in una città in cui si pone spesso l’attenzione agli elementi del passato giunti fino ai giorni nostri, ignorando gli elementi di innovazione.
Concludendo il tour si giunge all’Auditorium, dopo aver attraversato l’incrocio tra via Guido Reni e Viale Tiziano. Progettato da Renzo Piano ed aperto al pubblico nel 2002, l’Auditorium Parco della Musica è probabilmente la più nota tra le strutture indicate. Il complesso è il più grande d’Europa nel suo genere e si propone come punto di riferimento per il mondo della musica. Ognuna delle tre sale che lo compongono ha la forma di un grande liuto ed ognuna di esse è progettata per essere la cassa acustica più idonea per il genere che vi verrà interpretato. Anche questo luogo consente la possibilità di vivere l’area esterna ad esso, ma, mai come in questo caso, si impone doverosa la partecipazione ad uno dei numerosissimi eventi musicali in programma.
Via Guido Reni, accogliendo queste meravigliose opere architettoniche, rappresenta l’avanguardia culturale di una delle città più antiche del mondo, che vale assolutamente la pena di essere vissuta e osservata con gli occhi attenti di un viaggiatore, e non di un semplice passante distratto.